Nessuna miglior tribuna di questo Forum per ratificare che Cuba non rinuncerà mai ai suoi principi né al Venezuela

Nessuno si nasconde per venire a questo incontro per la pace, la sovranità e la prosperità dei popoli, perché non c’è opera più nobile, né che domandi maggiori sacrifici della battaglia per questi ideali che hanno sempre mosso le sinistre del mondo.

Miguel Díaz-Canel Bermúdez

29 – 7 - 2019

•Compagno  Nicolás Maduro Moros, fratello Presidente della Repubblica

Bolivariana del Venezuela;

Compagne e compagni della Direzione della Rivoluzione Bolivariana;

Compagna Mónica Valente;

Leaders latino americani, caraibici e di altre parti del mondo che ci accompagnano;

Compagne e compagni:

Permettetemi di dedicare le mie prime parole al Comandante Hugo Chávez

Frías, il grande amico di Cuba, il figlio dell’America che oggi compie 65 anni

nell’eternità (Applausi).

Il nostro Comandante in Capo Fidel Castro, che gli volle molto bene, e che fu uno dei primi a riconoscere le sue qualità come leader, riferendosi all’apparizione di un politico straordinario come Chávez nella nostra sofferente regione, lo pose con Bolívar e Martí nella battaglia per il destino della Patria Grande.  

Fidel disse:«Da molto tempo sento in me […] la più profonda convinzione che qaundo giunge la crisi , sorgono i leaders. Così sorse Bolívar quando l’occupazione della Spagna  di Napoleone e l’imposizione di un re straniero crearono le condizioni migliori per l’indipendenza delle colonie spagnole in questo emisfero.

Così sorse Martí, quando giunse l’ora propizia per lo scoppio della Rivoluzione indipendentista in Cuba.

Così sorse  Chávez, quando la terribile situazione sociale e umana in Venezuela e in America Latina determinò che il momento di lottare per la seconda e vera indipendenza era arrivato».

Bolívar, Martí, Fidel, Chávez, che cos’hanno in comune questi uomini che noi convochiamo sempre a pensare, ci sentiamo obbligati a citarli e a bere dai loro rispettivi legati? Uomini che convochiamo a pensare, che ci sentiamo obbligati a citare e a bere dai loro rispettivi legati?

Nuestra América, risponderebbe Martí, che la chiamò così per distinguerla chiaramente dall’America imperiale che ci disprezzava e ci disprezza di più oggi, come lo provano il muro incredibile che si progetta nella frontiera a sud, l’atroce maltrattamento dei migranti, la Helms-Burton, la Nica Act, la persecuzione finanziaria e l’imposizione arbitraria di imposte ai paesi della regione, la sospensione di aiuti per lo sviluppo, il blocco e la guerra sporca contro Cuba e il Venezuela, tra le altre azioni di cattiveria senza limiti.

Ma questa malvagità si rimpiccolisce quando Nuestra America si riunisce, cioè il diverso, plurale e apportatore mondo dei leaders progressisti e degli attivisti sociali latinoamericani e caraibici che dagli oscuri anni novanta del secolo scorso decisero di costruire questo spazio unitario della sinistra viva e attuante.

 Allora il sogno di Bolívar sembra più vicino, quando disse: «Io desidero più di tutti vedere l’America Latina formata come la più grande nazione del mondo,  non tanto per la sua estensione e le sue ricchezze, quanto per la libertà e la sua gloria».

Il Libertador ci ha trasmesso anche un’altra idea fondamentale, e lo cito di nuovo: «L’unità fa tutto e per questo dobbiamo conservare questo prezioso principio».

José Martí,che ebbe il Libertador come ispiratore e guida, fu il grande architetto e costruttore dell’unità che mancava nella lotta cubana per la sua indipendenza; anche se morì senza vedere il trionfo, sino alla sua ultima lettera, mai terminata, difese con passione l’idea  «d’impedire a tempo con l’indipendenza di Cuba che gli Stati Uniti s’estendano per le Antille e ricadano con questa maggior forza sulle nostre terre d’America».

Bolívar e Martí, tutti e due,  nutrono Fidel e Chávez e le idee delle

nostre rivoluzioni: unità e integrazione furono le loro grandi ossessioni. E devono essere anche le nostre (Applausi).

Conosco che queste sono anche le ossessioni del Forum di Sao Paulo nato dalla necessità d’unità e articolazione dei partiti politici e dei movimenti popolari di sinistra della nostra regione per affrontare l’imperialismo e la destra neoliberale, abili nell’agire ben coordinati con il fine distruggere con metodi anti democratici, colpi di stato, la criminalizzazione dei leaders progressisti, frode e manipolazione di dati, tutto quanto costruiamo a favore della vera democrazia e della giustizia sociale.

Il Consenso di Nuestra América e tutti i documenti nati dal Forum di Sao Paulo danno fede di queste preoccupazioni. La valutazione degli scenari, la critica e

l’autocritica, indispensabili per avanzare, si sono cristallizzate nella dinamizzazione sperimentata dal Forum negli ultimi anni di fronte alla crescente offensiva neoliberale e alle  grandi aggressioni imperiali.

Compagne e compagni:

Luglio ha singolari coincidenze nella storia che condividiamo. È il mese in cui è nato Simón Bolívar, Libertador dell’ America (Applausi); è il mese in cui si firma la Dichiarazione dell’Indipendenza del Venezuela (Applausi), è il mese in cui la Generazione del Centenario di José Martí, guidata da Fidel Castro, assalta le caserme di Santiago di Cuba e Bayamo per iniziare di nuovo la Rivoluzione cubana (Applausi). È il mese in cui trionfa la Rivoluzione sandinista, che ha appena compiuto 40 anni (Applausi). Ed  è il mese in cui nasce, un giorno come oggi, Hugo Chávez (Applausi ed esclamazioni di: «Chávez vive, la lotta segue!» e : «Chávez non è morto!  Chávez fatto milioni, Chávez è tornato!».

Ci convoca il Forum di Sao Paulo in un luglio estremamente sfidante e siamo qui: per accompagnare l’eroica resistenza venezuelana e reclamare la fine del brutale assedio che le hanno imposto.

Il Venezuela oggi è la prima trincea della lotta  antimperialista (Applausi). Ci convoca a condannare e reclamare l’eliminazione del blocco a Cuba (Applausi).

Il Forum ci convoca ad appoggiare la ribellione del popolo di Puerto Rico, che più di cento anni di colonia yanquee non sono riusciti a sgominare (Applausi). Ed anche ci unisce per respingere le scandalose azioni del imperio contra

 I familiari dei migranti e particolarmente contro le bambine e i bambini maltrattati, abusati in una sorta di gabbie, per quanto privano l’essere umano della sua dignità e dei suoi più elementari diritti.

Con queste nuove provocazioni scandite nell’indignazione accumulata, il Foum di Sao Paulo è chiamato a svolgere un ruolo di protagonismo molto forte

nel complesso scenario politico attuale  considerando anche l’attacco ai processi progressisti in quei paesi dove la sinistra aveva conquistato spazi di potere e dai quali aveva fomentato cambi e notevoli passi avanti sociali.

La controffensiva dell’imperialismo yanquee e dell’oligarchia con i falchi che letteralmente si sono appropriati  della politica estera statunitense verso l’America Latina e i Caraibi, stanno diradando pericolosamente lo spazio geografico che la Celac aveva dichiarato Zona di Pace.

I popoli si vergognano dei loro politici lacchè, quelli che l’impero usa a convenienza e poi scarta con totale disprezzo.

In questo contesto s’inseriscono anche i passi indietro delle forze progressiste in alcuni paesi e quello che è peggio la divisione che persiste tra queste frammentando e debilitando la dichiarata volontà di agire uniti.

Carenti di programmi politici strategici e distanziando quelli  dei movimenti sociali, ci sono formule della sinistra che si auto scartano come alternativa.

L’esperienza della Rivoluzione Cubana parte dalla precoce comprensione

del ruolo strategico dell’unità attorno agli obiettivi fondamentali di giustizia sociale, in stretta alleanza con il popolo , le sue necessità e i suoi problemi, e alla quale deve la sua vittoriosa resistenza.

Consideriamo che a tutti noi tocca dare e ricevere esperienze senza pretendere che si ripeta l’errore del calco e la copia che è risultata tanto costosa nei periodi storici precedenti.

Giustamente per salvare i sogni e le speranze, al crollo dell’esperienza socialista europea è stato creato da Fidel e da Lula questo Forum d’articolazione delle forze progressiste che basa la sua azione in quello che ci unisce e non in quello che ci separa (Applausi).

I due leaders ci hanno lasciato un prezioso strumento di concertazione e unità nelle diversità. Fide non c’è più fisicamente, ma la sua straordinaria opera gli sopravvive e con lei possiamo nutrirci senza limiti.

Lula, recluso per false accuse e scandalose trappole giuridiche è l’esempio di sino a dove possono giungere i nemici della sinistra. È la più forte espressione della paura imperialista e oligarchica della sinistra al potere.

Hanno fatto tutto per evitare il ritorno di Lula alla presidenza del paese che solo con il PT era riuscito a ridistribuire nella misura del possibile, l’enorme ricchezza nazionale.

Oggi la liberazione di Lula è una delle grandi sfide per le forze di sinistra nella regione ( Applausi).  Le mobilitazioni non si possono interrompere. Uno dei nostri fondatori resta ingiustamente recluso e dobbiamo far finire questo abuso.

(Applausi ed esclamazioni di: «Lula libero!, Lula libero!»)

Il Forum è un prezioso legato dei nostri leaders e un meccanismo possibile

per far arrestare gli attacchi delle forze che vorrebbero implosione della nostra preziosa alleanza

Non  dimentichiamo nemmeno per un istante che siamo nell’assediata Caracas, nella mille volte attaccata e assediata Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Per le strade di Caracas ieri camminavano in difesa dell’eroica Rivoluzione Bolivariana, leader e attivisti sociali dei cinque continenti a lato dei legittimi rappresentanti del popolo venezuelano (Applausi).

Questa marcia non l’hanno ripresa e tanto meno diffusa le numerose telecamere delle TV Multinazionali che hanno fatto credere al pianeta che lo Stato venezuelano non ha potere né seguaci nella sua terra.

Ratifichiamo davanti al mondo il nostro appoggio e la solidarietà con il legittimo

Presidente Nicolás Maduro Moros e l’unione civico militare che ha fatto falire tante volte i peggiori piani del nemico (Applausi ed esclamazioni di: «Abbasso...!»).

Dobbiamo tener presente che assicurare la pace in Venezuela è equivalente a difenderla per tutta la regione.

Appoggiare e difendere il Venezuela significa affrontare decisamente il ritorno della Dottrina Monroe e la scalata imperialista contro i nostri popoli.

Oggi è contro Venezuela, Cuba e Nicaragua, ma domani sarà contro altri e alla fine andranno contro tutti.

Gli Stati Uniti minacciano e calunniano Cuba e il Venezuela per non riconoscere il loro fallimento nel tentativo di far cadere la Rivoluzione Bolivariana e tergiversano l’altruista cooperazione che il nostro paese offre qui e in altre 80 nazioni.

Nessuna miglior tribuna di questo Forum per ratificare che Cuba non rinuncerà né tradira mai i sui principi né il Venezuela (Applausi ed esclamazioni di: «Cuba e Venezuela, una sola bandiera!)».

Qui ratifico quello che ho detto il recente 26 di luglio a Bayamo, due giorni fa: «L’assedio si chiude maggiormente sul nostro paese come attorno al Venezuela, Nicaragua e qualsiasi altra nazionale che rifiuta d’accettare il piano imperiale per il suo destino.

«[...] L’amministrazione degli Stati Uniti ha cominciato ad agire con

maggior aggressività per impedire l’arrivo di combustibile a Cuba [...]

«Ci vogliono tagliare la luce, l’acqua e anche l’aria, per strapparci concessioni politiche. Non si nascondono per farlo. Dichiarano pubblicamente i fondi destinati alla sovversione dentro a Cuba, inventano falsi pretesti, con ipocrisia, per incorporarci nuovamente alle loro liste spurie e giustificare l’indurimento del blocco.

«E al colmo del cinismo, ricorrono al ricatto».

«Ignoranti della storia e dei principi  della politica estera della Rivoluzione Cubana, ci propongono di negoziare una possibile riconciliazione, chiedendo in

cambio di abbandonare il corso scelto e difeso dal nostro popolo, adesso come prima. Ci suggeriscono di tradire gli amici e di gettare nella spazzatura 60 anni di dignità».

Cuba dice:«No, signori imperialisti, no, non intendiamo!» (Applausi ed

esclamazioni di: «Patria o Morte!, Cuba sì, yanquee no!»).

PARTITI POLITICI E MOVIMENTI POPOLARI:

di una settimana fa i rappresentanti di un piccolo gruppo di paesi di questa regione hanno offeso il Forum di Sao Paulo e a costoro noi diciamo che il Forum è qui e qui resterà, ed ha molto da fare, perchè è un’altra volta «l’ora dei forni in cui non si deve vedere altro che luce».

Questa luce è l’unità, il grande legato che ci hanno lasciato i nostri patrioti da

Bolívar a Martí, Fidel e Chávez (Applausi).

È  insultante e molto cinica la reazione di questa destra “cipaya” di fronte

all’Incontro del Forum di Sao Paulo. Hanno inventato ogni tipo di leggende e

d’insulti.

Loro, i re della cospirazione accusano i partecipanti al Forum di quello che loro praticano ogni giorno contro i nostri popoli. Deve fargli male che questi leaders della sinistra di tutto il mondo, diffamati, perseguitati, imbavagliati, con tanti compagni e compagne assassinati e scomparsi, osino a sfidare il mandato imperiale di tacere e avere timore.

Non ci sono misteri nè cospirazioni, né piani di aggressione o ingerenza e non ci sono mai stati in quasi 30 anni dei Forum di Sao Paulo.

In questo è esperto l’imperialismo e sono esperti gli oligarchi nazionali tanto timorosi del popolo, che inventano cause false per imprigionare i leaders popolari con processi spurii. 

Nessuno si nasconde per venire a questo appuntamento per la pace, la sovranità e la prosperità dei popoli, perchè non c’è opera più nobile e che domandi più sacrifici che la battaglia per questi ideali che hanno sempre mosso le sinistre del mondo .

Come hanno documentato e dibattuto i participanti al Forum, è necessario articolare la resistenza al neo liberalismo e all’imperialismo nelle nostre rispettive strategie della comunicazione, creare e alimentare le reti della verità di fronte all’offensiva della menzogna.

Le nuove generazioni agiscono in modo naturale e dinamico in questi ambiti, che oggi sono controllati e usati con perverse intenzioni dalle forze che ci sono avverse.

Nel 65º  compleanno di  Chávez, questo straordinario comunicatore uscito dal cuore della  Patria di Bolívar per ridarci, rinata, la parola e il sogno del Libertador, non può ricevere un miglior omaggio alla sua memoria viva che un movimento progressista di sinistra democratico e diverso, come i partiti e i gruppi sociali i che lo formarono, sviluppando  creatività senza limiti del popolo per fare il loro proprio percorso della storia e la storia stessa, nella lotta comune per la giustizia.

 Felice compleanno, Comandante! (Applausi.)

I popoli dell’America Latina e del mondo siamo venuti a celebrare la tua nascita dove riposano i tuoi resti. Il tuo poderoso ideale rivoluzionario è più vivo che mai nella tua amata patria e in tutti gli angoli del mondo toccati dalla tua appassionata parola. (Applausi).

«Per la Pace, la Sovranità e la Prosperità dei popoli... Unità, Lotta, Battaglia e Vittoria», dice la consegna di questo incontro, il numero 25 da quando si fondò il Forum.  La sfida  è trasformata nella raeatà di questa bella alleanza di forze.

Ogni volta che avanziamo un pezzetto, per quanto piccolo possa apparire nella conquista dei nostri progetti di sviluppo, in Cuba diciamo:

«Andiamo più avanti !»

Un uguale sentimento ci anima valutando le potenzialità di questa magnifica forza che siamo, agendo uniti e articolati. Andiamo sempre più avanti!

Sino alla vittoria, sempre!  (Esclamazioni di:«Vinceremo!» e ovazione). Traduzione Gioia Minuti.   

Pie de foto: Non ci sono misteri, nè cospirazioni, nè piani d’aggressione e ingerenza e non ci sono mai stati nei quasi 30 anni del Forum di Sao Paulo. Foto: Estudios Revolución

Parole chiave: XXV Forum di Sao Paulo, Caracas, Venezuela, pace, sovranità, prosperità dei popoli.

 

 

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