Lettera a Tina Modotti

Cara, stimata, indimenticabile Tina Modotti,

Tra pochi giorni, il 16 agosto, saranno 124 anni dal giorno in cui sei nata, nel 1896, nella città di Udine. La tua vita è stata breve, è durata solo 45 anni, ma è stata una vita molto intensa e sempre dedicata agli altri. Sei stata, durante tutta la tua esistenza, la solidarietà in carne e ossa. Sei morta, nel 1942, a causa del tuo cuore malato, e non solo malato dal punto di vista medico, ma anche perché molte cose che hai dovuto vedere e vivere, ti hanno spezzato il cuore.

Anche se tu avessi avuto una vita più comoda, e se non avessi dovuto vivere persecuzioni, diffamazioni e guerre, non saresti arrivata ai 124 anni, ma forse, in altre condizioni, saresti potuto arrivare agli 80, o ai 90. Avresti potuto vedere la vittoria sul fascismo, l'indipendenza di tante ex colonie in Africa e in Asia e, in molti Paesi del mondo, rivoluzioni e tentativi di costruire una società più giusta e di formare nuovi donne e uomini, vale a dire, più umani.

Mi sono spesso chiesto dove avresti scelto di vivere se non fossi morta nel 1942. Forse saresti tornata in Italia, il paese dove sei nata, o forse avresti deciso di rimanere in Messico, il paese dove hai vissuto più a lungo e al quale hai regalato le tue fotografie, che oggi sono esposte in tutto il mondo. Ma sono sicura che, dopo il 1959, ti saresti trasferita a Cuba, dove la rivoluzione che hai tanto anelato aveva trionfato.

Cuba aveva un posto molto speciale nel tuo cuore, anche se avevi trascorso solo tre giorni sull'isola, e, come dice una notizia pubblicata il 15 marzo 1930 sul El Diario de la marina (Il giornale della marina), "reclusa nel campo di Tiscornia". Eri in viaggio verso l'Europa, espulsa dalle autorità messicane per essere "una straniera pericolosa", per essere comunista.

Se fossi stata viva nel 1959, saresti andata a vivere a Cuba perché eri legata all'isola dalla tua breve, ma intensa unione, con Julio Antonio Mella, il grande amore della tua vita. Voi due avete vissuto ciò che poche coppie raggiungono: la totale identificazione reciproca, resa possibile perché condividevate lo stesso sogno, la rivoluzione. Nel tuo Paese, Mussolini perseguitava chi non la pensava come lui, e a Cuba governava Machado, colui che Mella chiamava "piccolo Mussolini". Tu con le tue fotografie, Mella con i suoi articoli e con l'organizzazione degli esuli cubani in Messico, entrambi hanno cercato di sensibilizzare le masse oppresse.

Con Mella hai anche cercato di realizzare un altro sogno: quello di creare una famiglia. Si come tu, a causa di problemi di salute, non poteva avere figli, hai voluto portare in Messico il figlio della tua sorella Gioconda, ma il regime fascista non le diede il permesso di lasciare l'Italia.

Se tu avessi vissuto più a lungo, Tina, avresti visto la nascita, a Cuba, dell'Unione dei Giovani Comunisti, i cui membri portavano un distintivo sulla camicia o sulla camicetta con la foto di Mella che gli avevi scattato nel 1928, in Messico, come hai immortalato anche la sua macchina da scrivere.

Il mondo è molto cambiato, cara Tina. Ora avresti dovuto vedere che forze neofasciste alzano la testa nella tua Italia, nella mia Germania, nella nostra Spagna e in diversi altri paesi del mondo. Ma tu, Tina, sceglieresti anche oggi di vivere a Cuba, perché è il Paese del mondo che, più di qualsiasi altra nazione, tiene alta la bandiera della solidarietà. Non con brigate di combattenti, ma con brigate di personale medico che aiuta dove c’è bisogno di questo aiuto.

E la fotografia? Nel mondo di oggi le persone hanno telefoni portatili, che non servono solo per fare chiamate, addirittura videochiamate. Si possono anche scattare foto con loro, e tutti lo fanno, pure i bambini. E purtroppo molte persone prendono solo autoritratti, i cosiddetti "selfies", e non vedono ciò che li circonda, né registrano le bellezze della natura, né denunciano le ingiustizie. E molte volte quelli che cercano di aiutare quelli che soffrono sono considerati criminali. Questo è il mondo in cui viviamo in questi tempi, Tina, e credimi, ci vorrebbero davvero tantissimo persone come te.

Christiane Barckhausen-Canale

Christiane Barckhausen-Canale ricercatrice e scrittrice tedesca, riconosciuta come la più grande esperta della vita e dell'opera di Tina. Barckhausen-Canale è l'esecutrice dell'Archivio Tina Modotti nella città italiana di Bonefro, una preziosa collezione di scritti e documenti, riconosciuti in tutto il mondo. Il suo libro "Verità e leggenda di Tina Modotti" è stato vincitore nel 1988 del Premio Casa de las Américas di Cuba.

 

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