Intervento del Vice Ministro della Scienza, Tecnologia e Ambiente di Cuba alla IX Conferenza Italia – America Latina e Caraibi “Insieme per una crescita sostenibile”

Roma, 10 ottobre 2019.Permettetemi di salutare, in primo luogo, la Vice Ministra Sereni e il Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale dell’Italia,  Ricardo Merlo.

Desidero, al contempo, salutare i capi e i membri delle delegazione dei paesi partecipanti a questa IX Conferenza Italia – America Latina e i Caraibi, tutte le autorità e gli alti funzionari del paese ospitante nonché tutti i partecipanti a questo importante incontro intergovernativo.

Cuba concede una rilevanza primaria alla sostenibilità del suo sviluppo economico e sociale, nell’ambito delle strategie promosse a tale fine. Tenendo conto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvati all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015, così come le proprie circostanze nazionali, abbiamo adottato il Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale fino al 2030 che si prefissa di rendere più prospero, rinnovato e sostenibile il modello socialista cubano.

Sono enormi le sfide per assicurare uno sviluppo sostenibile e di equità, sia a livello del nostro paese o tra gli uni e gli altri. Ancor più per una nazione in via di sviluppo come quella che rappresento.

In aggiunta alle proprie problematiche e ad altre complessità concernenti lo scenario globale attuale, su Cuba pesa da 60 anni un ferreo blocco economico, commerciale e finanziario, imposto in modo unilaterale e in violazione del Diritto Internazionale, da parte della principale potenza del pianeta. Tale politica colpisce direttamente il popolo cubano e si riafferma con forza come il principale ostacolo allo sviluppo economico e sociale del mio paese, ledendo in modo significativo gli impegni cubani in merito all’Agenda 2030.

Attualmente Cuba è immersa in un organico, profondo e vasto processo di aggiornamento del suo modello economico e sociale. Sono lieto di richiamare la vostra attenzione che, proprio nella giornata odierna, il 10 ottobre, data che segna l’inizio delle nostre gesta libertarie, nuove autorità parlamentari stanno assumendo l’incarico e, altresì, iniziano a esercitare le figure del Presidente e del Vice Presidente della Repubblica.

Nulla potrà impedirci di continuare ad adottare tutti quei cambiamenti che abbiamo deciso in modo sovrano e democratico, in consonanza con la nuova Costituzione, adottata agli inizi di quest’anno.

Nell’ambito dei cambiamenti strutturali che stiamo promuovendo, puntiamo a una maggiore efficacia ed efficienza nell’incidenza di fattori come l’applicazione crescente della scienza e della innovazione, strettamente legate alla tutela dell’ambiente, nei processi economici e sociali che si stanno dispiegando nel paese.

Cuba, come altri paesi dei Caraibi qui presenti, è uno Stato insulare colpito da venti idrometeorologici estremi, come gli uragani, che subisce progressivamente la perdita della linea costiera, a causa dell’innalzamento del livello medio del mare, come effetto del cambiamento climatico.

Nel 2017 il governo ha adottato il Piano di Stato per la Lotta al Cambiamento Climatico, noto come “Tarea Vida” (Compito Vita) al fine di adattare a tali circostanze l’attività economica e sociale, in modo particolare quella in ambito turistico e la produzione di alimenti nonché la protezione delle comunità costiere.

Cuba ribadisce il suo fermo impegno nella lotta al cambiamento climatico globale. In questo campo urge eseguire azioni concrete, anche in ambito multilaterale. Considerando il volume finanziario e i necessari requisiti scientifici e tecnologi nonché la portata di questi fenomeni, non circoscritti a frontiere nazionali, converrebbe che aumentassimo gli sforzi comuni.

Superare gli squilibri tra gli uni e gli altri dovrebbe essere, inoltre, un impegno condiviso, allo scopo di potenziare la resilienza di tutti i nostri paesi.

Queste problematiche sono stata affrontate, con approcci rigorosi, dalla Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi, ente multilaterale la cui presidenza pro tempore Cuba si onora di presiedere attualmente. Condividiamo con la CEPAL il convincimento che oggi non si può parlare di sviluppo sostenibile se non si assimila in modo sostanziale e operativo un agire volto allo sviluppo sociale inclusivo.

Non potrebbe neanche reggere un discorso che auspica uno sviluppo sostenibile se non si rendere consustanziale alla difesa del Diritto Internazionale e della pace. Per questo motivo, Cuba ribadisce la necessità di preservare la condizione di America Latina e Caraibi come Zona di Pace, impegno adottato all’unanimità al secondo Vertice della CELAC. È un valore non solo per la nostra regione, bensì per il mondo.

Lo sviluppo sostenibile ha, oltre a quanto citato, molte altre e diverse sfaccettature. Ci congratuliamo con i nostri anfitrioni per l’iniziativa di convocarci per un dialogo su alcune di queste problematiche, come la necessità di organizzarci in modo articolato nella lotta al crimine internazionale o nella prevenzione alla corruzione, fenomeni che possono implicare costi economici e sociali elevati per qualsiasi paese, se non sono affrontati in modo deciso.

Promuovere, sia sul piano multilaterale, sia su quello bilaterale e senza esclusioni, le nostre relazioni al fine di contribuire in modo assertivo all’indispensabile sviluppo sostenibile, linea di proposito che scandisce questa Conferenza, diviene una necessità cardinale per il bene comune e di ciascuno dei nostri paesi.

Coerente con la nostra posizione di tramutare le enunciazioni della politica in proposte concrete, Cuba coglie l’occasione per mettere a disposizione dei paesi presenti a questa Conferenza la possibilità di elaborare un qualche progetto di cooperazione che coinvolga i paesi latinoamericani e caraibici, insieme all’Italia e che prenda come punto propulsivo dell’azione il Centro di Riduzione dei Disastri e di Adattamento al Cambiamento Climatico del Ministero della Scienza, Tecnologia e Ambiente, che si trova a L’Avana. Lo stesso ha contribuito già alla formazione di dirigenti e esperti di vari paesi dei Caraibi su questi temi.

Concludo ribadendo il nostro ringraziamento alle autorità italiane, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nonché all’ IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latinoamericana come eccellente anfitrione. La IILA è stata sempre e continua a esserlo uno spazio privilegiato di cooperazione e d’intesa, e così dobbiamo preservarlo. L’agevolazione di ponti deve continuare a rappresentare il profilo del suo rafforzamento.

Dobbiamo continuare a rinsaldare l’irrobustimento dei già molto significativi legami economici, culturali e storici tra l’Italia e l’America Latina e i Caraibi. In tal senso, contate sull’amicizia e sulla determinazione di Cuba.

Grazie molte 

 

 

 

 

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